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Ecco la 500 che puoi guidare a 16 anni!

In Germania è possibile guidare prima dei 18 anni, come accade da noi con i quadricicli leggeri. Loro utilizzano i tricicli.

Un piccolo costruttore tedesco propone una divertente elaborazione per adattare la macchina alla normativa che la equipara ad un quadriciclo leggero.

 I sedicenni tedeschi non vedono l’ora di guidare la Fiat 500 e un meccanico intraprendente trasforma, naturalmente su richiesta, la vettura in triciclo, del resto la sua ditta è specializzata in veicoli a tre ruote.
Proprio così, grazie a Wenzl Ellenrieder, titolare di un’autofficina, con annesso concessionario Piaggio, a Dösingen, nella verde regione dell’Algovia, il sogno di molti ragazzi (con papà facoltosi), diventa realtà.

A colpo d’occhio l’auto è identica all’originale della Casa torinese ma, sotto sono state riposizionate le ruote: le posteriori, quelle di serie, sono state alloggiate al centro del pianale e affiancate l’una all’altra per una carreggiata di 46,5 centimetri. Tale magia, per la legislazione della Germania, dal 2013, rende possibile il passaggio da automobile a triciclo.

L’idea è nata al proprietario, guarda caso durante l’anno cui è stata approvata l’omologazione sopraccitata e in occasione dei 16 anni del figlio, che con la patente A1 avrebbe potuto guidare solo moto, minicar e tricicli con potenza di 20 CV, unica limitazione senza tenere conto della cilindrata.

Per questa volta il ciabattino non esce con le scarpe bucate, da bravo carrozziere e  prima ancora papà, mette in cantiere con la complicità della squadra di meccanici la trasformazione, riuscendo in pieno a soddisfare il desiderio del pargolo e a moltiplicare gli utili dell’azienda, viste le numerose richieste. Del resto come afferma lo stesso Ellenrieder: “Siamo il maggiore importatore in Germania di Ape Piaggio: ne vendiamo quasi 200 ogni anno, soprattutto a persone che l’hanno scoperta nelle loro vacanze in Italia e qui la comprano come seconda o terza vettura per gli spostamenti locali, per portare piccoli carichi. Quindi abbiamo una notevole competenza, anche tecnica, su tricicli e quadricicli”. Nel dettaglio, vediamo le modifiche necessarie che rende il veicolo guidabile dai minorenni.

Nell’ordine è stato sostituito l’asse posteriore, rinforzata la sospensione, accoppiate (vedi sopra) le ruote al centro tagliando il pianale in corrispondenza del baule portabagagli e coperte con un piccolo cofano, che a sua volta è ben nascosto dal pavimento sollevabile dal bagagliaio stesso. Inoltre, è stata ridotta, agendo sulla mappatura elettronica, la potenza del motore Fiat 1.2 litri benzina di serie, portandola da 69 a 20 CV.

Esternamente e esteticamente, a parte il logo originale sostituito con quello dell’officina e i passaruota posteriori, non ci sono altre differenze con l’originale. Passiamo all’interno, l’abitacolo è praticamente lo stesso di serie, con numerosi vantaggi in più. Il primo è la sicurezza, la scocca è quella di un’automobile e rispetto a una minicar è robusta, ha quattro posti secchi, gli stessi accessori, sette airbags, l’ABS e non ultimo l’ESP, che nonostante hanno apportato una modifica comunque rimane efficiente. Inoltre, il motore architettonicamente è lo stesso, depotenziato sì ma, destinato a durare per molto tempo.

Altro punto a favore è la velocità, per la categoria la massima è 45 orari,  mentre questa raggiunge tranquillamente gli 80 e i 90 in piano; soprattutto non intralcia la circolazione e superando il limite minimo dei 60 km/h, previsto dalla legislazione tedesca, può percorrere autostrade e superstrade. I consumi di carburante sono bassi, con circa 5,5 litri di benzina si ha un’autonomia di 100km. A questo aggiungiamo i costi contenuti per assicurala e l’affare … sembra fatto. Passiamo alla spesa per il ritocco, non tanto economico come quello sostenuto da Cenerentola per andare al ballo e non molto lontano da quello per un lifting centesimo più o meno, da listino per una berlina siamo intorno ai 5000 euro e per una cabrio 5300.

La domanda sorge spontanea (Lubrano docet), il quartier generale FCA cosa pensa dell’opera?
Ellenrieder risponde: “Nessun problema, la conoscono, ci sono accordi, diciamo, verbali. Ma in fondo sono pur sempre Fiat 500 vendute, ed è una bella pubblicità anche per la stessa vettura madre”.
Per i fiabeschi castelli di Ludwig un tempo le zucche venivano trasformate in carrozze per andare a conquistare principi, oggi le auto in macchinine per far scorrazzare i ragazzi.

Articolo tratto da

https://www.google.com/amp/s/www.repubblica.it/motori/sezioni/attualita/2016/10/17/news/febbre_da_500-149772790/amp/

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Intervista a Stefano Zambelli e la sua Fiat 500

Ciao Stefano e innanzitutto grazie per aver accettato queste domande da parte mia. Hai pubblicato quasi per caso le fotografie di una 500 che hai creato per tua figlia, che ora è cresciuta ed è passata in “eredità” al suo fratellino. Ma come ti è venuta in mente questa idea?

Ciao Marianna devi sapere che questa non è stata la prima macchinina dei miei cuccioli….. Gli feci una specie di Bugatti a 2 posti, che però era a pedali. Mia figlia dopo la prima uscita disse che era troppo faticoso e mi fece promettere che avrei aggiunto un motore. “per farla andare da sola, diceva”. Così ho pensato che ne avrei fatta una nuova… La scelta era una lamborghini, la famosa Miura, ma facendo un calcolo con quanto era alta la bimba… Diventava troppo grande da fare nel garage…Allora l’unica macchina che mi piace e che é una icona di italianità…Eccola qua!

Credo che neanche tu ti aspettassi una ondata di commenti così immediato dopo la pubblicazione delle foto. Ma passiamo alla tecnica…Di che materiale è fatta?

Sinceramente non pensavo di sollevare tanto interesse…. Anche se ammetto che più la guardo e più mi piace… Direi che alla fine il lavoro infinito è le fatiche ripagano…. Ne sono soddisfatto! Il materiale che ho utilizzato per la carrozzeria è la vetroresina… Invece il telaio l’ho fatto con dei tubi in alluminio…. I sedili sono due sedie Ikea tagliate e ridimensionate a mio piacimento… Il pomello del cambio è una pallina di mio figlio riempita di colla.. Le ruote sono quelle delle cariole dei muratori a cui ho inserito i cuscinetti e colorato il bordino bianco…😊

Non so se segui il mio progetto di restauro su YouTube, ma il mio canale è incentrato sul recupero. Ho visto che per realizzare questa 500 hai recuperato pezzi di bici e motociclette ma quello che mi ha stupito maggiormente è un trapano che “et voilà” diventa un motore.

I pezzi che ho utilizzato sono frutto di osservazioni che mi capita di fare guardandoli. I fanali da bici diventano specchietti sportivi… Poi cercavo particolari che potessero diventare modificandoli… Come servivano a me. Per quanto riguarda il trapano.. Era la cosa più semplice… Avvita…E va avanti…. Svita et voilà… La retromarcia😅

Spieghiamo quindi a tutti i papà che leggono che possiamo, con pazienza e dedizione, evitare tanti sprechi e recuperare tutto quello che troviamo in garage e costruire delle macchine bellissime ai nostri figli. Tempo disponibile permettendo… A tal proposito, che lavoro fai?

Attualmente lavoro in ricerca e sviluppo li lamborghini automobili…. Ma ovviamente non posso parlare del mio lavoro😇

Certo! Quindi diciamo che con le auto hai una certa dimestichezza ma… Per me sei un mito assoluto e ti nomino Papà cinquecentista dell’anno 2020!👑

Grazie non esageriamo… I papà dell’anno risolvono e sopportano ben altri problemi… 😌… Grazie

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La prima auto di Michael Schumacher

Indovinate un po’ qual è stata la prima auto di Michael Schumacher? Una Fiat 500! Nel 1997, però il campione ne riceve una davvero speciale come regalo di natale!

Una ‘Rossa’ in regalo per Michael Schumacher. Ma questa volta non si tratta di un bolide da trecento orari. E’ la vecchia Fiat ‘500’ del 1967 che il pilota tedesco ha ricevuto come regalo di Natale dalla Ferrari durante il pranzo di auguri a Fiorano. ‘E’ stata la mia prima auto – ha detto Schumacher – un bel regalo, era tanto che desideravo averne un’ altra’ . Schumacher si è poi messo al volante della macchina e ha compiuto due giri del circuito, prima di partecipare al pranzo con gli altri piloti, Romiti, Montezemolo e lo staff della gestione sportiva e industriale della scuderia di Maranello.

Articolo tratto da: https://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1997/12/21/schumi-in-500-dono-ferrari.html

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Abarth 695 SS, quella del 1966 da record

Fino a qualche mese fa, un esemplare originale, tra i pochi in circolazione dei 1000 realizzati. Ancora perfettamente funzionante, era alla ricerca di un nuovo proprietario al prezzo stimato tra i 50.000 e i 60.000 euro. È stata venduta all’asta alla modica cifra di € 43.125 segni del tempo inclusi nel prezzo.

A testimoniare l’autenticità del modello ci sono vari elementi, primo tra tutti la dettagliata documentazione, il particolare carattere utilizzato per stampare il numero di telaio e l’ormai introvabile adesivo Abarth dell’epoca, appiccicato al cofano, assieme a quello dell’importatore statunitense messo sulle portiere

Abarth 695 SS 1966
Abarth 695 SS 1966
Abarth 695 SS 1966

Come nuova

Recentemente sottoposta a un restauro conservativo, la Abarth 695 SS del 1966 sfoggia ancora la vernice originale, così come originali sono gli interni. Anche il motore è stato rimesso a nuovo, con pezzi originali dell’epoca e testata “Gruppo 2”, accessorio che circa 50 anni fa migliorava la tenuta e aumentava la potenza.

Potenza che in origine si attestava sui 38 CV e 57 Nm di coppia, non male per un’auto dal peso totale inferiore ai 500 kg, “spremuti” dal 2 cilindri da 689 cc con carburatore Solex 34 PBIC. I numeri ufficiali dichiaravano una velocità massima di 130 km/h, ben superiore rispetto ai 95 dichiarati dalla Fiat 500 normale.

Parte dell’articolo, articolo tratto da motor1.com

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Scoperto CONCESSIONARIO FIAT anni ’70 con auto abbandonate

Concessionario Fiat Sorensen

Una di quelle notizie nelle quali stenti a credere eppure In Danimarca, presso la cittadina di Kolding, si trovava un concessionario Fiat abbandonato di proprietà di Jens Sorensen. Per ragioni sconosciute l’imprenditore non vendette più una macchina che acquistò fra il 1973 ed il 1981. Alcuni di quei modelli sono ancora li, con tanto di pellicola protettiva sui sedili.

sedili con plastica protettiva

Probabilmente Sorensen lasciò tutto così per motivi di contrasto con l’allora vertice di Fiat Danimarca che avrebbe voluto concentrarsi sulla vendite e promozione di camion pesanti anziché vetture utilitarie …. sta di fatto che dal quel giorno la concessionaria Sorensen chiuse i battenti per ciò che concerne le autovetture mentre iniziò a lavorare, come detto, con i camion.

Quelle macchine rimasero lì ferme per quasi un trentennio finché il concessionario non passò in mano ad un erede. All’interno del salone di Holding c’erano ancora circa 200 vecchie automobili, soprattutto Fiat, molte delle quali mai vendute.

Kjeld, figlio di Sven Sorensen ed erede di Jens, decise di mettere all’asta le auto d’epoca, lasciandosi però nel garage i migliori esemplari di ogni modello. Quelle in vendita sono state messe all’asta e vendute da un minimo di 250 Euro per le incidentate o danneggiate ad un massimo di 6.500 euro per una Lancia Beta aziendale con 16.000 Km percorsi. Prezzi relativamente bassi per dei veri e propri pezzi da museo che ormai fanno parte della storia dell’automobile. B0254

Articolo tratto da: https://autoemotodepoca.altervista.org/incredibile-scoperta-concessionario-fiat-anni-70-abbandonata/

Intervista: Iltgricambi.it

Pubblicato da iltgricambi.it su Venerdì 29 maggio 2020

Intervista: Autoaspillo

Donne in 500, intervista a Marianna Cattolico

Intervista: Mezzogiusto.it

Intervista: Una Quarantena di minuti con Willy

Avete mai visto la Fiat 500 con 4 ruote sterzanti?

C’è un mistero fitto e tortuoso riguardo la Villa Altachiara battuta all’asta dalla prestigiosa casa inglese Sotheby’s una decina di anni fa(o da un’altra casa specializzata). La Villa di Portofino su cui aleggerebbe la “Maledizione di Tutankhamon” , sulla struttura voluta dall’egittologo Lord Carnavon che scoprì e profanò la tomba del faraone bambino. La bellissima villa a strapiombo sul mare, teatro nel gennaio del 2001 della misteriosa morte della contessa Francesca Vacca Agusta era tra le principali protagoniste della vita mondana italiana nei rampanti anni Ottanta.

“Villa Altachiara, la casa della contessa, è senza dubbio una delle residenze più lussuose del borgo marinaro, che vede allineati tra i suoi ospiti abituali con casa sulla piazzetta, o in mezzo alla vegetazione del monte, personaggi come Fanfani, Berlusconi, Scognamiglio, Bassani, Cantoni. Accanto al palazzo neoclassico degli Agusta, sullo sperone di roccia che domina il borgo c’è anche la casa della famiglia Recchi, la dinastia dei costruttori torinesi, il cui accesso è comune con Villa Altachiara. I Recchi hanno fatto costruire un ascensore scavato nella roccia per poter raggiungere la loro residenza direttamente dalla piazzetta. Ma il conte Agusta, che soffriva di claustrofobia, aveva sempre rifiutato di utilizzare questo sistema. Non c’era che un’alternativa: un sentiero serpeggiante che s’inerpica sul monte, le cui curve sono talmente strette da rendere praticamente impossibile l’uso di qualsiasi vettura, per quanto piccola possa essere. Il conte allora aveva fatto modificare due piccole Fiat 500 presso la sua fabbrica di elicotteri. Le due minuscole autovetture erano state dotate di quattro ruote sterzanti, per cui, con una certa pratica e maestria, si riusciva ad affrontare i tornanti con sufficiente comodità. Il conte aveva voluto che le 500 fossero verniciate con un verde prato inglese e la tappezzeria degli interni venisse scelta da Valentino.” ( https://www.maurizioturco.it/bddb/1999_francesco_pazienza.html )

Come riporta il sito https://portofino.it/italy/villa-agusta-altachiara/ Il Conte Carnarvon transitava su quella strada con un’Ape carrozzella, mentre il Conte Corrado accedeva alla villa con le Fiat 500 modificate nello sterzo anteriore e posteriore e quindi senza rischio di incidenti stradali.

Milano blocca le auto inquinanti ma si apre ai veicoli storici: potranno circolare nell’Area B

Stop alle auto con alte emissioni, via libera (anche se inquinano) alle auto che hanno fatto la storia dell’automobilismo. Nei giorni scorsi la giunta guidata da Sala ha approvato le nuove norme che regolano la circolazione dei veicoli storici nell’Area B. Il fatto è stato reso noto con un comunicato dal Cmae (Club milanese automotoveicoli d’epoca).

Auto storiche in centro: cosa cambia

Per il momento le auto e le moto con oltre 40 anni possono circolare nell’Area B solo alla sera a al sabato alla domenica. Ma dal 1° giugno tutti i veicoli dotati di certificato di rilevanza storica potranno spostarsi liberamente all’interno di Area B durante tutta la settimana, 24 ore su 24, ma dovranno essere registrati sul portale del comune. Non solo. I veicoli storici dai 20 ai 39 anni (sempre dotati di Crs) potranno beneficiare di 25 ingressi all’anno, oltre alla sera e al sabato e domenica, previa registrazione una tantum sul portale del Comune.

È stato inoltre chiarito che i 25 ingressi vengono rilasciati sul numero di targa e non sul codice fiscale del proprietario del veicolo. Non appena questi veicoli raggiungeranno la soglia dei 40 anni di età potranno circolare anch’essi senza alcuna restrizione.

“Questo grande risultato — chiosa il club in una nota — costituisce una pietra miliare nel motorismo storico poiché finalmente crea uno spartiacque tra i veicoli vecchi e i veicoli d’epoca, riconoscendo dignità alla passione dei club come il Cmae, e ai club federati Asi (automotorclub Storico Italiano), legittimando un ruolo determinante per la cultura, lo sport amatoriale, il turismo, locale e nazionale, e l’indotto economico”.

Tratto da: https://www.milanotoday.it/attualita/auto-storiche-milano.html

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Assicurazione per auto d’epoca e storiche: tutto quello che c’è da sapere

I fortunati possessori di una vettura d’epoca o di una di interesse storico, se vogliono circolare con il proprio gioiello devono sottoscrivere una polizza assicurativa. Ecco come:

Il genio all’improvviso…A mali estremi, estremi rimedi😂

Quella delle auto d’epoca è una passione che migliaia di appassionati coltivano custodendo gelosamente modelli del passato e partecipando a raduni e fiere. Ne è un chiaro esempio il Salone di auto e moto d’epoca che si tiene ogni anno a Padova, l’ultima edizione è appena andata in scena attirando moltissimi appassionati e anche tanti curiosi, tra stand pieni di “vecchie signore” e autentici pezzi rari. Chi possiede un’auto d’epoca – o di interesse storico, più avanti spieghiamo le differenze – lo fa per passione, per nostalgia o semplicemente per il piacere di avere tra le mani una vettura che ha fatto storia. Ci sono anche quelli che lo fanno per mero business, comprando e rivendendo, del resto anche questo fa parte del gioco. Ma il semplice possedere un gioiello storico non basta: il vero appassionato di auto d’epoca vuole guidarlo, partecipare ai raduni, alle rivocazioni storiche o ad una scampagnata su strade poco trafficate. E per farlo deve necessariamente assicurarlo, come previsto dal Codice della Starda. Quali caratteristiche deve avere l’assicurazione per auto d’epoca e storiche?

[…] appare evidente che un’auto d’epoca debba avere una copertura assicurativa esclusivamente se partecipa ad una manifestazione autorizzata e limitatamente al percorso della stessa. Il proprietario è tenuto a richiedere all’Ufficio Provinciale del Dipartimento per i trasporti terrestri il foglio di via e la targa provvisoria necessari a circolare. I proprietari di un’auto di interesse storico, invece, se iscritti all’ASI hanno già tutto quello che serve per assicurare il proprio vicolo. Non devono far altro che contattare una o più compagnie assicurative per richiedere un preventivo, tenendo conto che i registri storici generalmente hanno delle convenzioni per i propri iscritti.

Le assicurazioni per auto d’epoca e storiche hanno una classe di merito fissa – senza il sistema bonus/malus – prevedono la guida libera (non incide sull’assicurazione l’essere condotte da persone diverse dall’intestatario). Inoltre, i collezionisti che possiedono più auto storiche possono la “formula garage”, più conveniente rispetto alla stipula di più polizze singole. Il costo della polizza dipende da diversi fatturi, quali: cilindrata del veicolo, la RCA e la presenza di coperture complementari, l’iscrizione all’ASI, l’iscrizione alla FIVS (Federazione Italiana Veicoli Storici), esperienza del conducente e provenienza geografica

Tratto da: www.gazzetta.it/motori/la-mia-auto/31-10-2019/assicurazione-auto-d-epoca-storiche-tutto-quello-da-sapere-350895819391_amp.shtml

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Come uscita dalla fabbrica 40 anni fa

In condizioni perfette, valutata € 42.500. Ha percorso solo 104 km

Un grande interesse in tutto il mondo per la ‘vecchia’ 500 nelle sue varie generazioni e per le sue derivate, come le carrozzerie speciali da spiaggia o le elaborazioni Abarth. La 500 R in vendita in Olanda, va detto, corrisponde al sogno di ogni collezionista di auto: trovare un esemplare che sia sempre stato conservato nelle condizioni ideali (al chiuso, senza umidità, con le ruote sollevata da terra, al riparo dalla polvere) e che non abbia mai viaggiato su strada. Sul contachilometri totalizzatore di questa auto compare la cifra 104, a conferma del limitatissimo uso su strada, forse solo per andare dalla concessionaria olandese dove venne acquistata nel 1976, per poi finire direttamente nel suo garage.
Rimasta per 18 anni in questa sorta di ‘cassaforte’ la 500 R da record è poi stata acquistata nel 1994 da uno specialista di vetture Fiat che ha eliminato i piccoli segni del tempo che avevano intaccato la carrozzeria, il sottoscocca, il motore e gli interni – senza operare alcuna sostituzione – e l’ha riportata in pratica alle condizioni in cui questa 500 R è uscita dalle linee di montaggio della Fiat. Quella che il sito di Gina Classic definisce come ”senza dubbio la 500 nello stato di conservazione più perfetto” stupisce, osservando le numerose foto disponibili, proprio per le condizioni dei ‘dettagli’, come i tappetini in gomma, la bulloneria delle sospensioni, lo stato del battistrada dei pneumatici, la totale originalità delle cromature, degli accessori e dei rivestimenti, posacenere e tetto apribile in tela compresi.

Tratto da: https://whypost.blogspot.com/2015/04/fiat-500-ecco-la-piu-costosa-al-mondo.html?m=1

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Che fine ha fatto il Made in Italy?

Sempre più spesso, ultimamente, ci preoccupiamo del Corona Virus e dei prodotti che compriamo on-line dalla Cina. “Chissà quando busserà alla nostra porta il corriere”… “Quando arriverà il pacco?” oppure “Chissà quando finirà questo blocco in Cina!”. Nessuno però che parla del virus che sta ammazzando il Made in Italy, quello che ha fatto cadere la Corona che prima era sulle nostre teste.

tappezzeria cucitura

Ho avuto entrambe le nonne sarte che mi hanno sempre ispirato al “fai da te” ed era meraviglioso vedere come da un pezzo di stoffa, nasceva un vestito. La maestria nel maneggiare i tessuti, la fantasia nel creare… Io sono poi una tipa romantica e antiiiiiica quindi non ve la prenderete se vi dico che ho nostalgia di tutto ciò in un tempo in cui la tecnologia va troppo veloce. Vivo costantemente in bilico tra il bello del passato e il bello del futuro. Nel mezzo taglio e cucio le mie auto per passione.

La tecnologia però ha reso il mondo più a portata di mouse e secondo me, che sono una tipa curiosa e a cui piace cercare e ricercare, online si fanno sempre belle scoperte e l’obiettivo del mio Progetto “Donne in 500” è quello sì di restaurare le mie auto, ma anche quello di studiare, ricercare e di riscoprire (e farvi riscoprire) Aziende che si occupano non solo di restauro delle nostre amate auto storiche, ma che danno valore alla Produzione in casa propria: l’Italia.

Aziende come Con Stile (https://www.stile500.it/ ) che produce i lamierati delle Fiat 500 pari agli originali o Aziende come Elvezio Esposito (https://elvezio.com) che confezionano da più di 50 anni interni di altissima qualità per tantissimi modelli di auto conformi alla omologazione A.S.I. secondo me sono Aziende che devono essere premiate per l’impegno, il coraggio e per la passione che mettono in ciò che fanno e anche perchè danno la possibilità a noi appassionati di tramandare alle future generazioni, attraverso il restauro, patrimoni materiali chiamati AUTO STORICHE ma soprattutto la Storia, il Vissuto e l’Amore per le nostre automobili.

Le auto hanno un’Anima. Trattatele bene.

elvezio esposito tappezzeria e con stile lamierati di alta qualità

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Rétromobile Parigi – Appuntamento per gli appassionati dal 5 al 9 febbraio

Parigi, dal 5 al 9 febbraio, presso il centro espositivo Porte de Versailles, Rétromobile celebrerà il suo 45° anniversario!

Presenti ovviamente anche le nostre beneamine Fiat 500, auto amata in tutto il mondo ancora oggi e icona di stile italiano e design (esposta anche al MoMa di New York, ciao proprio!)

Un evento internazionale, Rétromobile è la fiera per gli appassionati di auto d’epoca e il primo  annuale incontro. Rétromobile accoglie tesori automobilistici per la gioia degli occhi di 135.000 visitatori attesi da tutto il mondo. Sognare, informarsi, investire, incontrare costruttori, club, federazioni, venditori di ricambi e modelli in scala, ristoratori, carrozzieri, concessionari, organizzatori di eventi: tutto in Rétromobile.
PIÙ DI 1000 AUTO PRESENTATE LA “GALLERIA D’ARTE AUTO” CON I SUOI ​​60 ARTISTI 620 ESPOSITORI VENDITA EXPO DI AUTO SOTTO 25.000 €

La casa francese Citroen celebra in questi giorni i 50 anni della GS, protagonista del salone di Parigi del 1970, eletta Auto dell’anno nel 1971.

2,5 milioni di esemplari venduti dal ’70 al ’87 sono la dimostrazione del successo e della brillante carriera commerciale di questo modello.

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